Psicosomatica

Chi è il ginecologo psicosomatico?

E' un medico fuori dagli schemi, che ti lascia parlare e si interessa alla storia della persona, che non ha fretta di fare entrare i sintomi dentro una malattia e la persona dentro un’ etichetta, che non ha fretta di contenere il lamento e la sofferenza con una rapida prescrizione di un farmaco.
E’ un medico che di ogni sintomo vuole sapere da dove arriva e cosa c'è dietro, oltre, intorno. In un epoca di tecnocrati e di sicurezze già fatte, in realtà sono sempre di più i ginecologi che riconoscono la validità e l'importanza di un approccio globale, psicosomatico, ai disturbi femminili.

Quali sono le nuove teorie della psicosomatica? La psicosomatica ... ma oggi?

Oggi ci sono diverse teorie per spiegare il “salto dallo psichico all’organico”, secondo l’espressione di Freud. Secondo le mie teorie, il modo di concepire e vivere il corpo è il Self, l’Io, “il corpo è il nostro modo di essere al mondo”, Io e il corpo sono la stessa cosa, lo schema corporeo con la sua struttura endocrina e neurovegetativa emotiva e l’essere Io, se stessi, in senso psichico sono la stessa cosa.
Appare allora chiaro perché il sintomo non debba semplicemente essere rimosso, ma debba essere interpretato nel contesto e nel modo giusto. 
La malattia è un po' come il segnale luminoso di un disagio: per guarire non basta sopprimere il disturbo con i farmaci.
Per i ginecologi psicosomatici non esistono malattie da etichettare come "psicosomatiche", quasi fossero un'invenzione della paziente: esiste invece un approccio psicosomatico, cioè un atteggiamento, un ascolto, un modo di lavorare che può essere d'aiuto per molte patologie, soprattutto se si tratta di disturbi cronici e ricorrenti.

Qual’è il ruolo che riveste la visione del mondo di una persona all’interno della malattia e del processo di guarigione?

Attualmente la scienza dimostra che, ad esempio, se siamo felici il sistema immunitario risponde meglio, oppure un altro esempio, se non vediamo lo scopo della nostra vita diventiamo tristi.
Quello che mi è sempre più chiaro, andando avanti nelle mie ricerche, è che le emozioni sono fisiche, le sentiamo nel corpo e sono trasmesse dagli ormoni, dai neuromediatori e dal sistema nervoso neurovegetativo. 
Ma quale sarà l’emozione che vivremo dipende da una serie di fattori, che comprendono non solo il contesto, i programmi biologici innati, ed i condizionamenti anche a partire dalla vita intrauterina, ma anche da come noi leggiamo la realtà.
E come leggiamo la realtà dipende, oltre che dai fattori che abbiamo elencato prima, dal senso che diamo alla nostra vita ed al nostro destino.
Il senso non è mai scontato ed è sempre da rielaborare nel contatto con la realtà.

Per chi vuole approfondire questo tema rimando ai miei corsi.

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